Viaggio attraverso la meravigliosa natura dei Colli Euganei tra racconti e immagini
Colori d'autunno
“ Storie che vanno via veloci disperdendosi al vento come fili di fumo. Il fumo è testimone di un fuoco. La legna finisce, il fuoco si spegne. Rimane l’odore del fumo, che è ricordo. Del fuoco resta la cenere, che è memoria. Rovistando tra la cenere si pensa al fuoco che fu. Ricordare fa bene, è un buon allenamento per resistere e tirare avanti.” (Mauro Corona)
Amo osservare i fiammanti colori con cui veste la natura e respirare gli avvolgenti profumi sparsi nell’aria. Amo tuffarmi a occhi aperti nella bucolica nebbia ed estasiarmi alle delicate sfumature di un tramonto; sentire l’acre odore di legna bruciata salire dalle aperte campagne e scrutare le esili spirali di fumo lasciare al cielo i ricordi dell’estate. Amo perdermi nell’intima quiete del bosco e udire il sussurrar degli alberi scuotersi all’umida brezza del mattino; ascoltare il ritmo dei miei passi e lo scrocchiar di foglie che cantano allegre lungo il sentiero. Adoro l’autunno. Stagione dove la natura si esibisce negli ultimi sussulti di “Vera Bellezza”: rosseggia lo scotano nei variopinti vegri e le foglie di vite assumono toni gialli e porpora, accendendo i filari di meravigliose cromie. Gli ultimi fiori occhieggiano tra i ciuffi scomposti d’erba matura; vecchie ceppaie impregnano il sottobosco d’intensi effluvi a solleticare il fine olfatto dell’esperto viandante e gli antichi castagni lasciano cadere il bruno frutto, avvolto dai ricci ancora verdi.
Adoro l’autunno perché è la stagione dei ricordi, di allegri fuochi accesi per strada, di antichi sapori avvolti in un fumante cartoccio, di goliardiche bevute; è la stagione dell’indolenza, del ritrovato silenzio, del comunissimo “stare insieme”, magari intorno a un tavolo, in compagnia di un fuoco acceso, alimentato dal desiderio di raccontare le proprie storie, capitoli di vita di un’avventura che sta nuovamente per iniziare. L’autunno è un vibrare di colori, odori e suoni, una dolce miscela di affascinante armonia, volutamente composta da Madre Natura per celebrare degnamente un “Gran Finale”. Un vero e proprio “coup de théâtre” che esalta tutti i sensi, ma nello stesso tempo conferisce la malinconica certezza dell’immediato incontro con Messer Inverno, in cui ogni forma di vita si appisolerà in un nuovo, lungo letargo.
M.Guercini
I COLLI EUGANEI SI VESTONO D'INCANTO
Rosseggia lo scotano sugli aridi vegri
Alle Terre Bianche, la piccola chiesetta avvolta dai colori autunnali
Vigneti dalle accese tonalità
Filari dorati sulle colline di Monte Fasolo
Prati tappezzati da rosse foglie d'acero
Vecchi castagni avvolti dalla nebbia sul Monte Venda
Già da qualche tempo mi era balenata l'idea di pubblicare un post che illustrasse le bellezze naturalistiche del Giardino Botanico di Monselice. Amante della natura quale io sono, l'ho sempre considerato un luogo pieno di fascino che trasmette, in qualsiasi stagione lo si visiti, suggestioni uniche e sorprendenti. Ad iniziare proprio dall' interessante itinerario, composto da una serie di aiuole a tema dedicate a diverse tipologie di piante illustrate da tabelle informative che ne descrivono proprietà e usi.
L'entrata al Giardino, è anche l'inizio dell'Itinerario Poetico
Piante medicinali come l’Achillea, la Valeriana rossa, la Bardana minore, l’Agrimonia; piante aromatiche come il Dragoncello, la Lavanda, la Menta bergamotto, il Rosmarino corsico, la Salvia; piante che quando le sfiori con le dita, lasciano nella pelle aromi e profumi che inebriano l’olfatto. L’Aquilegia, il Gigaro, la Cicuta maggiore, l’Erba del Diavolo, l' Oleandro,il Sigillo di Salomone, fanno parte, invece, della categoria di piante velenose. Nel periodo che va da marzo fino a luglio inoltrato, è possibile ammirare la fioritura delleOrchidee spontanee e di alcune specie di Iris: uno spettacolo gratuito che Madre Natura regala a chi desidera viverla ed amarla. Lungo l’itinerario botanico, si è accompagnati anche dall’affascinante bellezza di romantici versi che autori locali e non, hanno voluto donare al Giardino per valorizzare ulteriormente tale sito. Un’emozionante itinerario poetico incentrato su tematiche riguardanti l’amore, la natura, la vita. Momenti di pura evasione dove la bellezza visiva si alterna a quella della mente. Solo la bellezza chiama altra bellezza. Non può essere altrimenti. Ce ne si accorge quando, oltrepassando l'entrata, si viene subito coinvolti in un mondo fantastico ricco di storie e leggende dove ognuno, nell’ascoltarle, diventa, suo malgrado, parte di esse.
Inizio delle "aiuole tematiche"
Uno dei due laghetti artificiali presenti all'interno del Giardino
Giardino Botanico Monselice
Nell’ambito del bando Culturalmente 2013 promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il Gruppo Micologico di Monselice in collaborazione con Euganeamente, l’associazione On Stage e l’associazione Euganea Movie Movement hanno ricevuto un finanziamento per realizzare “Un Giardino in Città”. Un progetto che prevede la creazione, ma soprattutto la promozione di un vero e proprio Giardino Botanico all’interno del Parco Buzzaccarini a Monselice, che sia contemporaneamente testimonianza del patrimonio naturalistico del territorio e stimolo per la creazione di circuiti artistici e culturali.
Un bellissimo ulivo secolare attorniato da piante aromatiche
Un Giardino Botanico nel centro cittadino è una vera risorsa per il territorio, uno strumento di conoscenza e sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente attraverso la riappropriazione di spazi riscoperti e raccontati o reinterpretati come centro e scenario di momenti della vita comunitaria. Gli interventi per realizzare il progetto sono cominciati con un Corso di Botanica e un Corso di Fotografia naturalistica, ma la creazione del Giardino avviene attraverso la messa a terra di varietà botaniche differenti e particolari, con relativa scheda di identificazione che ne illustra le caratteristiche e le proprietà.
Tra poesia e botanica
Questo importante lavoro è stato svolto da volontari del Gruppo Micologico Naturalistico Culturale di Monselice ed Euganeamente che ne hanno progettato nel 2014 la realizzazione; una piccola oasi verde nel cuore della città, all’interno dello storico Parco Buzzaccarini o Boschetto dei Frati. Un percorso sensoriale e didattico diviso in aiuole tematiche, in cui sono poste oltre 250 varietà botaniche diverse (sono in allestimento nuovi settori dedicati alle piante carnivore, alle piante rare dei Colli Euganei e all’ambiente alpino) alcune delle quali rappresentano in modo significativo la vegetazione presente nei Colli Euganei.
All’ingresso, all’ombra di grandi pioppi, in un bel prato verde sono stati creati due piccoli laghetti artificiali in cui sono poste numerose specie botaniche acquatiche, alcune rare come la carnivora Utricularia, oppure molto suggestive come il Quadrifoglio acquatico e la Felce d’acqua.
Aiuole tematiche dedicate alle Piante Aromatiche
Una grande aiuola è dedicata alle Piante medicinali (oltre 70 specie) che si possono incontrare nei nostri Colli, così da promuovere la conoscenza ed il rispetto per l’ambiente che ci circonda. Ogni specie è corredata da una scheda che ne illustra le caratteristiche, le proprietà e gli usi, per incentivare la cultura e l’avvicinamento al magico mondo della natura.
Queste specie, con i loro profumi particolari e suggestivi e con un nome che a volte richiama il paese di provenienza (es. mentuccia romana, menta marocchina) si dimostrano un ottimo strumento per la didattica con i bambini o in situazioni in cui l’uso dell’olfatto o del tatto siano primari.
Una zona è dedicata agli Iris provenienti da più parti del mondo, donati dal Vivaio degli Innocenti, che in primavera ed alcuni anche in inverno, ci regalano una straordinaria fioritura. L’ultima aiuola è dedicata alla conoscenza delle specie velenose e mortali, per aiutare il riconoscimento di alcune piante tossiche che troviamo comunemente in giardini, prati o appartamenti.
Lungo l'itinerario naturalistico
Quindi, la determinazione di uno spazio con aiuole distinte (utilizzando solo materiali ecocompatibili), la piantumazione delle piante e la creazione di un percorso tematico e sensoriale tra esse, hanno portato alla realizzazione completa di un Giardino Botanico con tutte le caratteristiche necessarie per l’esposizione e la conoscenza al pubblico, per fare educazione ambientale e per permettere la conservazione della biodiversità vegetale.
Il Giardino Botanico di Monselice: un oasi di verde all'interno della città
Un ringraziamento particolare a Euganeamente e al Gruppo Micologico Naturalistico Culturale di Monseliceper aver contribuito alla realizzazione di questo post.
Melanargia galathea su Cardo dentellato - M.Calbarina
Pianoro del Mottolone - Vegri
Profumo d'assenzio sul "vegro" del Mottolone
Sui Colli Euganei, il mese di Maggio è un apoteosi di colori, profumi, suoni. Ho voluto così "donargli" questa poesia, nata nel preciso istante in cui corpo e natura, si fondevano insieme in un'unica vera emozione.
In compagnia del gruppo G.I.R.O.S. sez. Colli Euganei su una distesa di Ophrys sphegodes
E fu così che in un tiepido pomeriggio di fine marzo, approfittando della piacevole compagnia del gruppo G.I.R.O.S. sezione Colli Euganei, decidemmo di metterci in marcia, alla scoperta di una misteriosa orchidea: la Barlia robertiana (Himantoglossum robertianum). Un’orchidea che in Italia settentrionale, è molto rara a trovare, salvo che in alcune zone della Liguria, mentre è più diffusa al sud e nelle isole maggiori. Le foglie basali si possono notare già a fine dicembre, mentre la fioritura ha inizio verso gennaio-febbraio sino ad aprile. Quindi, un'orchidea molto precoce rispetto ad altre.
Barlia robertiana
L’obiettivo che ci eravamo proposti quel pomeriggio, era costatare se quest’orchidea dal colore porpora-violaceo, dalla conformazione tozza e dall’aspetto appariscente, avesse trovato terreno fertile anche qui sui Colli Euganei, all’interno di un Parco dove la natura, specialmente in questo periodo, si veste di particolare bellezza. Inutile dire che, fra noi, c’era molta curiosità. Iniziammo il percorso che sembravamo dei ragazzini alla ricerca di un fantomatico tesoro la cui presenza stimolava alle più svariate ipotesi, la nostra fantasia. Proseguimmo per un breve tratto di salita asfaltata, costeggiata da una lussureggiante vegetazione, dove si notavano le fioriture dell’Ophrys sphegodes (Fior ragno), della Vinca major (Pervinca maggiore) e della Globularia punctata(Vedovella dei prati).
Ophrys sphegodes
Un tripudio di colori e profumi ci inondava il respiro rendendo più leggero il nostro cammino. Arrivati a un bivio, ci inoltrammo in uno stretto sentiero che introduceva in una sorta di tunnel ombroso composto da alberi di roverella e carpino nero. Giunti a un certo punto, fummo rapiti dalla costante presenza di orchidee spontanee non ancora in piena fioritura, alcune, con le sole rosette basali. Dovevamo stare attenti a non pestarle, tanto erano ravvicinate. L’Orchis simia (Orchidea omiciattolo) iniziava a dischiudersi, facendo apparire, alla sommità, i primi fiori rosso – violacei. Anche l’Orchis purpurea (Orchidea maggiore) era in fase di crescita. Mi capitò di notarne una ancora avvolta dal verde lembo della foglia che la proteggeva come se fosse nel grembo materno; il futuro gambo, sembrava invece un cordone ombelicale che la univa alla Terra. Uno spettacolo nello spettacolo. La Natura diventava Madre, pronta ad accogliere e allevare, un’altra creatura.
Orchis purpurea
Poco più in la, notai un altro esemplare di Orchis purpurea già ben formata sorretta da un gambo giovane e snello. La sua infiorescenza appariva ancora in forma racchiusa e oblunga. A un certo punto, vidi una parte del gruppo muoversi in maniera concitata verso un lato del sentiero. All’inizio non capii il perché di tanta agitazione, poi, ne realizzai il motivo. Il fantomatico tesoro tanto agognato era diventato realtà. L’orchidea misteriosa, di colpo, si era materializzata davanti ai nostri occhi. Eccola, finalmente, la Barlia robertiana. Bella, elegante, profumata. Se ne stava li, insieme con altre sorelle meno appariscenti. Sembrava aspettasse una nostra visita. Impettita come una primadonna, si mostrava in tutta la sua leggiadria, pronta a essere immortalata dai click delle nostre fotocamere. A turno, allora, ci mettemmo davanti a lei ad osservarne l’aspetto e cercando di catturarne ogni minimo particolare, anche il più nascosto. Quando anch’io ebbi modo di avvicinarla, rimasi estasiato dalle sue forme che, seppur tozze, ingrandite dalla lunghezza focale del teleobiettivo, mi apparivano perfette. Scattai diverse foto, in continuazione, senza distogliere l’occhio dal mirino della fotocamera: non volevo perdermi un solo istante. Visto la sua rarità, era mio desiderio averne un’immagine nitida e reale. Ora che tutti l'avevamo immortalata sui sensori delle nostre fotocamere, un po’per volta, in silenzio, iniziammo ad allontanarci da quella bellezza misteriosa così inattesa e rara. Un silenzio rispettoso, che sapeva quasi di ringraziamento. Consapevoli di aver vissuto un momento di autentica magia, continuammo soddisfatti l’itinerario verso altri sentieri, godendo di nuove meraviglie, che la Natura poneva davanti ai nostri occhi.