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| Declivi prativi, accompagnano lo sguardo verso i sinuosi profili dei Colli |
Quando l’aria di città inizia a farsi irrespirabile, quando la quotidianità ci sovrasta e rende noiose le nostre giornate, arriva il momento in cui pensare a una sana e giusta “evasione” verso luoghi incontaminati, selvaggi, dove la pace e il silenzio regnano sovrani, offrendo serenità allo spirito.
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| Vista sul M.Castello, Calaone e M.Cero |
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| Tra cielo e terra |
Quando e come sorge il nome Colli Euganei? Nel Medioevo, un certo Lucano, poeta latino di epoca augustea, fu il primo tra gli scrittori antichi ad associare il termine “Colle” all’aggettivo “Euganeo” quando scrive che Cornelio, nel giorno della battaglia di Farsalo, preso da folgorante visione, annuncia la vittoria di Cesare su Pompeo sedendo sul “Colle Euganeo” vale a dire in quella sede che storici e archeologi individuano nell’aerea termale di Abano – Montegrotto. Anche l’appellativo “Euganeo”, però, sarebbe legato a una tradizione letteraria nella quale era ben presente il concetto di una realtà etnica precedente, come fa capire Tito Livio quando racconta che i Veneti, sopraggiunti da Troia sotto la guida di Antenore, avrebbero ricacciato sui monti gli indigeni Euganei.
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| Gruppo collinare del M.Ceva con i rilievi del M. Spinefrasse e M.Croce |
Ciò non toglie la possibilità di recuperare oggi il termine “Euganei” pur con l’accortezza di non riferirsi a una precisa entità etnica. E’ certo, infatti, che il comprensorio collinare euganeo fu teatro di vita fin dalla più lontana preistoria e che anzi la straordinaria varietà e mobilità dell’ambiente ne condizionò il popolamento durante il corso dei secoli. Ripari, anfratti, terrazzi, spianate, offrirono dimora all’uomo già nel paleolitico, anche se esistono poche tracce in quanto, ancora incapace di dominare l’ambiente naturale e legato a ciò che spontaneamente offrivano la terra e il regno animale, esso era costretto a brevi soste e a continui spostamenti. Più facili seguirne le vicende nel neolitico quando compaiono le prime comunità, relativamente stabili, di agricoltori, nell’età del bronzo, quando sempre più complessa e legata a molteplici fattori appare la dinamica del popolamento e infine nell’età del ferro, quando si costituisce quell’entità storica dei Veneti ai quali dobbiamo uno dei più significativi aspetti regionali dell’Italia preromana.
Libero adattamento del capitolo: “I Colli nell’antichità” di L.Capuis e S.P.Mattioli - "I Colli Euganei natura e civiltà"
CAMMINANDO SULLA STORIA
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| Camminando verso Valle S.Giorgio |
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| Valle S.Giorgio, M.Castello, Calaone e M.Cero |
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| Dal Monte Venda, veduta sulla piana di Monte Fasolo |
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| Dalla rupestre flora del M.Ceva, una panoramica sulla catena collinare euganea |
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| Paesaggio autunnale sul Monte Cecilia |
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| Un paradisiaco mare di nebbia visto dalle alture del M.Gemola
La calda luce dell'imbrunire, accarezza i rilievi del M.della Madonna e M.Grande
Tramonto sul pianoro del Mottolone (Arquà Petrarca)
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